COSA POSSIAMO FARE?
Cosa possiamo fare noi, rifugisti ed escursionisti stanchi di questa inefficienza?
Prima di tutto contarci!
Ci interessa o no questo progetto che porta i seguenti vantaggi:
AI RIFUGISTI
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risolvono il problema di carenza dell’acqua,
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non devono più sanificare e pulire continuamente i cessi,
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non devono sorbirsi le lamentele degli escursionisti che dicono che il bagno è sporco, che il bagno è inagibile, che il bagno è chiuso, che in sala da pranzo si sente odore di …
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inoltre, sarà semplicissimo installare quanti bagni volete in camerata o fuori o dove più vi aggrada senza tante complicazioni e potrete dimenticarvi di tutti i problemi di intasamento, di muratori che rompono e spaccano e sarete veramente custodi dell’ecologia.
AGLI ESCURSIONISTI
E ALLE TANTE ESCURSIONISTE
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troveranno WC sempre sanificati, puliti, asciutti, sui quali ci si può tranquillamente sedere, senza quelle paure che ci obbligano alle più svariate acrobazie.
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non ci saranno aerosol, scopini, coperchi da toccare ed avrete la certezza di non potervi contagiare. Niente più conati di vomito e rifugio puzzolente
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più bagni disponibili, anche temporanei, anche privati nelle camere e camerate, e se collocati all’esterno, con la seduta riscaldata.
Se ci interessa raggiungere questo obiettivi contiamoci! Scrivetemi dicendo se siete o non siete d’accordo, valutiamo insieme se è il caso di scrivere a Striscia la Notizia, alle Iene, ai giornali e/o fare una petizione on line. Con la forza del numero possiamo fare tutto e ottenere quello vogliamo.
Come potranno opporsi ad una soluzione che ha i requisiti di igienico, ecologico, sanitario e sociale, quando la gente sarà informata? Scrivetemi, teniamoci in contatto, vi informerò sul numero di adesioni mantenendo uno stretto riserbo sui nominativi, rispettando la privacy.
Perché agire da soli? Perché siamo liberi da infrastrutture come il CAI, che con tutta la sua buona volontà è costretto a sottostare alle regole ed alle tempistiche eterne delle istituzioni che vanificano il suo impegno per migliorare l’ ambiente. Noi, come liberi cittadini non siamo vincolati dal Politicamente corretto e quindi siamo liberi di pretendere quello che un’ottusa burocrazia ci nega e scardinarla.
Ci si chiederà come mai le associazioni dei rifugisti, così attenti all’ambiente, non si siano posti il problema.
Se lo sono posti, eccome. Qui, ad esempio, c’è una brevissima intervista del 2018 al Presidente dell’Associazione Gestori Rifugi Privati del Veneto Mario Fiorentini ed ideatore di RIFUGINRETE, che mette in evidenza due enormi problemi, acqua e reflui, sollecitando una soluzione agli enti preposti, alla politica, a tutti. Nel 2020 poi ne arriverà un altro: Il Covid 19
https://www.youtube.com/watch?v=YDMAlF1Aoro&ab_channel=DolomitesUNESCO
Ma le istituzioni non hanno risposto. O meglio, la loro risposta è stata la sollecitazione all’avvio di attività marginali, di fatto inconcludenti, ma corredate da ricche relazioni enfatiche. E’ una tattica efficace che trasmette il concetto “Abbiamo fatto tutto quello che potevamo” e tutto cade nell’oblio.
Ing. Lucio Vaccani